Come scegliere la stampante 3D professionale per un reparto tecnico: materiali, dimensioni e turni di lavoro
Tre criteri decidono la macchina. Il primo è il materiale: per ABS, ASA e PETG basta la Zeus P80. I tecnopolimeri come il nylon caricato si affidano alla Zeus P80 con hotend a liquido oppure alla Zeus P120, con la sua camera calda. Il secondo è la misura del pezzo maggiore, per esempio una pinza di presa per il robot di scarico o un vassoio sagomato: mettetela accanto ai volumi di stampa del listino. Il terzo sono i turni. Con un solo turno presidiato basta una macchina semplice, mentre più turni, o un lotto da lasciare in stampa nella notte, suggeriscono la Zeus APS.
Per valutare il rientro partite dagli acquisti esterni che la macchina sostituisce, non da cifre medie. Ogni pinza, vassoio o maschera ordinata fuori porta con sé un'attesa e un trasporto, e un campione rifatto dopo una correzione ripete tutto il percorso. Con la macchina in reparto il disegno aggiornato diventa un pezzo senza passare da un fornitore. Mettete a paragone listino e rata e gli ordini che fate di solito: in questa pagina dei prezzi trovate l'intera gamma.
Non ogni lavorazione si può rimpiazzare con la stampa 3D. Gli stampi a iniezione per le serie restano in acciaio, e il campione stampato verifica forma e assemblaggio, non il comportamento del polimero durante l'iniezione. Le superfici di tenuta e gli accoppiamenti molto stretti vogliono una rifinitura meccanica. Per un pezzo necessario una volta l'anno, il fornitore resta la strada più sensata. Se il particolare finito ha un uso medicale o alimentare, le certificazioni dell'utilizzatore finale restano a carico di chi lo produce.