Come scegliere la stampante 3D professionale per un reparto lontano dal costruttore: materiali, dimensioni e autonomia
Tre criteri decidono la macchina. Il primo è il materiale. La Zeus P80 ad aria lavora ASA, PETG e ABS. Per il nylon caricato e per il polipropilene occorre l'hotend a liquido, presente sulla Zeus P120 e disponibile sulla Zeus P80. Il secondo è la lunghezza massima dei pezzi da stampare: una copertura intera chiede la Zeus P200, e il volume esatto lo trovate nella tabella del listino. Il terzo è l'autonomia. Un reparto con pochi addetti non può seguire ogni stampa dall'inizio alla fine. Per i pezzi singoli basta qualunque modello. Per i lotti ripetuti esiste la Zeus APS, con il cambio piano automatico, che lavora anche senza presidio.
Per stimare il rientro compilate una lista dei pezzi che ordinate all'esterno o attendete per settimane. Ogni fermo ha un costo: il tempo di chi aspetta, la spedizione del ricambio e a volte il passaggio per più fornitori. Una scorta di pezzi stampati nei momenti di calma riduce queste voci. Confrontate la rata con i giorni di fermo dell'anno scorso e con le fatture dei fornitori: le medie di altri reparti non servono. Il rientro lo dicono solo i numeri del vostro reparto. Tutti i modelli e le formule di pagamento sono nella pagina prezzi e listino 2026.
I limiti vanno detti prima dell'offerta. Un pezzo stampato non sostituisce un'attrezzatura di sollevamento, un ancoraggio o un organo di sicurezza, e l'impiego di ogni parte resta al vostro responsabile tecnico. Le tolleranze molto strette restano alla macchina utensile. Se i pezzi sono pochissimi in un anno, l'acquisto non si ripaga: in quel caso vi consigliamo un fornitore esterno. Lo stesso vale per i materiali che le nostre macchine non lavorano, come i metalli. Se nessuno in reparto segue la macchina con regolarità, l'acquisto non rende e lo sconsigliamo.