Tre criteri per scegliere la stampante 3D professionale: materiale, dimensione del pezzo e ore di lavoro
Il primo criterio riguarda il materiale. Per verifiche, modelli e supporti da tavolo basta la 3DIELLE. Per lavorare PETG, ASA e ABS con continuità conviene la Zeus P80, mentre il nylon caricato chiede un hotend a liquido, sulla Zeus P80 o sulla Zeus P120. Il secondo criterio è la dimensione: tenete presente la dimensione del pezzo più ingombrante e verificate che entri nel piano dei modelli a listino. Il terzo criterio è il funzionamento giornaliero. Per le sole prove prima di una consegna è sufficiente un modello compatto o da tavolo. Se lavora tutti i giorni, orientatevi su un modello a camera riscaldata.
Per valutare il rientro partite dalle attese. Contate i modelli che oggi ordinate fuori, i giorni persi quando la forma non convince al primo giro e i supporti che aspettate da un fornitore. Mettete listino e rata accanto a questi numeri, senza usare medie altrui: il tempo di rientro lo stabiliscono i vostri fermi. Un reparto che ordina pochi pezzi all'anno può restare con il fornitore, mentre uno che ne ordina ogni settimana ha un motivo concreto per portare la produzione in sede.
Cominciate con tre lavori: un modello di verifica, una dima di montaggio e un supporto per uno strumento. Dopo la stampa, provate i pezzi e salvate ogni file con nome e versione. Dopo qualche mese avete una raccolta di modelli pronti da ristampare. Ricordate un limite: un modello stampato resta un modello. Per superfici da vetrina servono levigatura e verniciatura a mano, che richiedono tempo e un operatore con pratica.